“DI QUEL VAGO AVVENIR CHE IN MENTE AVEVI”
Di Mauro Marturano

Richiamo questa celebre frase di Leopardi, nella quale immaginava le speranze giovanili di Silvia, il futuro che lei, nella sua giovinezza, si figurava.
Leopardi, rinomato segaiolo (si dice che divenne cieco a furia di farsi pippe 😂), nella poesia A Silvia ci raccontò, appunto, di questa figura femminile.
Figura che non era un personaggio completamente inventato, ma che è generalmente identificata con Teresa Fattorini, una giovane di Recanati che Leopardi conosceva di vista (quando ancora ci vedeva 😂), figlia del cocchiere di casa Leopardi.
Nel verso citato, Leopardi non sta semplicemente ricordando Teresa, ma il futuro pieno di speranze che Silvia/Teresa immaginava.
È una frase che, se ci pensate, accomuna Silvia a tantissimi di noi 😂.
Avevamo/avevate in mente un vago avvenire 😁 e MERAVIGLIOSE SPERANZE.
E probabilmente ci rimarrà poco di quello che immaginavamo.
Sicuramente non ci rimarranno le pensioni.
Sicuramente non la sanità.
Sicuramente non una buona istruzione.
Sicuramente non lo stesso valore del denaro guadagnato con il nostro lavoro.
Citando le parole della signora Ursula, “una nuova normalità” 😁 o, meglio detto, “quel vago avvenir che avevi in mente” 😂.
Quello che si configura per il cittadino medio beota europeo è l’entrata in un autentico tritacarne.
Perché, se è vero che siamo abituati a sentirne sparare di grosse, è anche vero che, alla fine, i conti li fanno quadrare sempre (a loro favore).
L’Europa si configura certamente come la prossima vacca da mungere 😂.
