NON POSSONO CHE ESSERCI DISSIDI, DISSAPORI E ANCHE DISAMORI
Di Mauro Marturano

Il mondo che abbiamo conosciuto, quello della globalizzazione massiva, quello della libera circolazione di beni, capitali e persone, non esiste più.
Non esiste più perché è diventato un mondo insostenibile: la stampante monetaria è andata a una velocità ovviamente maggiore di quella della produzione reale. Si è quindi arrivati a un punto in cui si ha, per le strade, moltissimo denaro e, al contempo, non la stessa quantità di beni fisici. Né, ora, una percentuale che permetta al sistema di rimanere in piedi.
I numeri sono difficili da capire, ma se la massa monetaria è 10 volte la produzione reale, anche solo se l'11/15/18% delle persone (e non il totale) chiedesse di convertire il proprio denaro in beni, non li troverebbe. E quella sarebbe... la vera Apocalisse.
Era e rimane assolutamente necessario che vi siano DISSIDI. E che questi dissidi si traducano in problematiche commerciali, in problematiche energetiche che, in definitiva, causano la perdita di valore della massa monetaria, o il suo complementare (l'aumento del prezzo dei beni reali).
Tutti questi show sono il naturale, inevitabile risultato del degrado della moneta fiduciaria per eccellenza (il dollaro) e di quello di tutti i suoi derivati (euro, sterline, pesos, lira turca).
Per non arrivare a un mondo in totale disequilibrio monetario rispetto ai beni fisici, in cui l'ultima stazione è l'isola deserta con solo denaro, devono necessariamente creare le condizioni perché avvenga ciò che ho scritto sopra.
Se la globalizzazione era stata un metodo di CONTROLLO della popolazione mondiale, anche la fine della globalizzazione lo è.
Oggi, perché la baracca regga, si necessita di alta inflazione e, se possibile, anche di recessione/bassa crescita. Fenomeno economico, questo, che prende il nome di STAGFLAZIONE. Si necessita, in altri termini, che venga distrutto valore (monetario).
La guerra tra USA e Cina è uno stucchevole teatro perché la globalizzazione è stata un loro espresso volere:
1)gli USA (e non solo) hanno delocalizzato la produzione a partire dagli anni '70; 2)i governi cinesi hanno schiavizzato la loro popolazione al fine di avere lavoratori a basso costo; 3)i cinesi, forti di una bilancia commerciale positiva, hanno investito i loro avanzi in bond USA; 4)il punto 3 ha permesso che la ruota americana (e delle colonie, tipo noi europei) del credito facile continuasse.
Chi non è d'accordo sui passaggi spiegati o è un ignorante o è in malafede. Delle due, l'una.
E, se ammetto che la globalizzazione è stata un accordo, mi viene complicato pensare che la deglobalizzazione stia avvenendo senza un accordo.
E i motivi per l'accordo... ci sono tutti!
