CHI È VERAMENTE A FAVORE (CONSAPEVOLMENTE) DELLA DEDOLLARIZZAZIONE?

Di Mauro Marturano

Io ho una vaga sensazione 😂.

Ma sicuramente sbaglio io 😂.

Il 99% di coloro che "tifano" per la dedollarizzazione non ha minimamente chiari — e in questo passaggio, oltre a essere educato, sono anche straordinariamente ottimista 😂 — i punti salienti della dedollarizzazione, appunto😁.

Figuratevi poi quelli che neanche "tifano" 😂, ossia quelli per cui... questi, di fatto, non sono problemi o "comunque ci sarà qualcuno (????😂) deputato (???😂) a risolverli 😁".

Deputato 😂😂😂.

Mamma mia che ignoranza. Zio bono 😂😂😂.

Ma, lasciando perdere le imprecazioni, mi dedico alla formazione 😂 — non a quella della Nazionale, per quello ci sono 56 milioni di CT, perché dire la propria e pensare se sia meglio schierare Politano o Palestra costa poca fatica 😂 — e all'educazione (dell'eccellenza 😂) finanziaria 😂.

Oggi cercherò di rispondere a una domanda.

Una domanda di portata biblica: a chi conviene la dedollarizzazione?

Prima do la risposta e poi argomento.

La dedollarizzazione conviene — o, detto meglio, è necessaria — a coloro che hanno stampato dollari e tutte le monete derivate (tipo l'euro, tipo la sterlina, tipo lo yen, tipo il dirham e anche tipo lo yuan) e che non hanno non solo la volontà, ma soprattutto la possibilità reale di cambiarci i nostri dollari/euro/yuan/yen/dirham, ecc. in beni reali.

Fino a quando l'emissione monetaria è stata sotto controllo — ossia fino a quando vi era un equilibrio tra beni comprabili con le monete emesse e beni reali — non vi è stata alcuna necessità di dedollarizzazione.

Si è iniziato a parlare di dedollarizzazione solo quando quell'incantesimo si è rotto.

Quando qualcuno parla di debito mondiale — oggi pari a 348 trilioni di dollari 😂😂😂😂😂, il 99,9% di voi non saprebbe neanche scriverlo in numeri 😂😂😂😂 —, in realtà il problema non è distinguere tra debitori e creditori.

Il vero tema è distinguere tra creditori che si attaccheranno al cazzo 😂😂😂, che non potranno cambiare i loro crediti monetari — le divise sopra citate e anche quelle non citate 😂 — in beni reali, e creditori che invece ce la faranno.

Questi ultimi sono pochissimi sul totale 😁.

Potremo chiamarli miracolati 😂.

Un deficiente italiano — deficiente non perché italiano, siete quasi deficienti in tutto il mondo 😂😂😂, nel senso che siete in deficit cognitivo 😂 — tre anni fa, quando gli spiegai la teoria, che è l'unica teoria vera 😂, mi rispose:

«"Non c'è nessun disequilibrio, perché se mancassero i beni, i prezzi si aggiusterebbero."»

A questo deficiente risposi:

«"Ma se la benzina andasse a 50 euro/l, ossia se l'equilibrio lo si raggiungesse con i prezzi, cosa pensi succederebbe?"»

Dal deficiente, ovviamente, nessuna risposta.

La dedollarizzazione si inquadra perfettamente in questo passaggio.

È fondamentale che succeda qualcosa per cui quelli che si attaccheranno al cazzo non capiscano nulla di quello che vi spiego da sempre.

È fondamentale che vi siano giustificazioni "serie" 😂 perché chi si attaccherà al cazzo, di fatto, abbia un colpevole nella testa 😂😂😂😂.

Io, come dicevo all'inizio, ho la straordinaria sensazione che si tifi per un qualcosa che non solo non si conosce, ma del quale non si conoscono le implicazioni.

Io, rispetto a tutte queste situazioni, ho utilizzato sempre un aggettivo, un unico aggettivo: INEVITABILE.

Quello che viviamo è inevitabile perché il sistema in cui era costruito il sistema finanziario — la leva e la riserva frazionaria — non poteva che portare a quello che stiamo vivendo.

Non vi erano altre possibilità.

Rompere il paradigma della dollarizzazione significa una cosa — e una cosa soltanto —: far valere meno, o proprio nulla, i crediti di coloro che hanno lavorato/si sono presi dei rischi.

Ecco perché parlo spesso di cambio di unità di misura.

Chi ci ha rifilato dollari/ecc., non avendo nulla da darci ora in cambio della carta da loro emessa, ci cambierà l'unità di misura delle nostre vite, implementando un cambiamento tecnologico, quando il problema non è tecnologico e, semmai, è semplicemente numerico.

È il problema... di far quadrare i conti.

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