QUALCUNO CONOSCE IL RACCONTO PRIMA CHE ACCADA

Di Mauro Marturano

Vi ho parlato, in tempi non sospetti, di una lettera di Revolut, datata gennaio 2025, nella quale Revolut diceva a chiare lettere che la sua filiale cinese non avrebbe accettato di trattare — ossia non avrebbe accettato di cambiare — né con cittadini che non avessero mai comprato cripto, né con cittadini europei che avessero comprato cripto dopo il 1° gennaio 2025.

Da quella lettera traspariva una evidente non fiducia né nell’euro né in coloro che si fossero svegliati, dopo l'inizio del 2025, a comprare cripto con Revolut.

Come vi ho sempre detto, le blockchain sono, per la stragrande maggioranza, pubbliche.

Che minchia significa pubbliche?

Significa che, se compro Bitcoin attraverso Revolut, il mio nome è legato all'acquisto nei registri di Revolut, ed è quindi collegato alla frazione di monete acquistate e successivamente inviate a un determinato indirizzo.

Ossia, è possibile collegare le monete comprate e inviate a un wallet autocustodito a un nome e a un cognome.

Anche e soprattutto se un governo, un giorno, si sveglia e decide di chiedere conto a una piattaforma.

Questo è proprio quello che è successo qualche giorno fa.

Il romanzo vuole che un gruppo di “hacker” — quando inizio una frase con “il romanzo vuole”, vuol dire che sto raccontando il loro romanzo. Si capisce fino a qui, vero? 😂 — si sia impersonificato nella Prefettura di Reggio Calabria (siamo presenti in tutto il mondo! 😂), chiedendo i dati degli utenti.

E il romanzo vuole che, in seguito a questa richiesta, Revolut abbia immediatamente concesso i dati.

Dati che, secondo il romanzo, sarebbero quindi finiti nelle mani sbagliate.

Come ben potete capire — e, se non lo capite, ve lo dico io 😂 — i fatti gravi, seppure abbiano tutti i contorni di un romanzo, sono tantissimi.

Ma il più importante è quello che non si è ancora materializzato.

Ed è il seguente:

che queste persone, che hanno le loro monete nei loro wallet, possano diventare attaccabili.

Attaccabili da hacker eventualmente in grado di risalire alle chiavi private e rubare direttamente le monete.

Oppure “attaccabili” dal loro stesso governo, in virtù del semplice fatto che posseggano Bitcoin.

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