MOLTE PERSONE SONO FELICI DELLA “FINE” DELLA GLOBALIZZAZIONE
Di Mauro Marturano

E, per questo, sono felici delle misure di Trump, che vanno ovviamente nella direzione di un mondo deglobalizzato.
Come sempre, per me capire è un obbligo. E capire significa anche chiedersi perché qualcuno DESIDERI che avvenga un determinato fenomeno in un determinato momento e, per esempio, perché quello stesso qualcuno non abbia voluto che quello stesso fenomeno avvenisse — o terminasse — in un passato più o meno recente.
Per capire tutto ciò, secondo me, bisogna innanzitutto capire a cosa sia servita la globalizzazione.
La globalizzazione è stata il mezzo di controllo di tutto il mondo, di tutte le persone del mondo, di tutto il commercio del mondo.
La globalizzazione ha permesso di sfruttare tutte le risorse, intese come materie prime e intese come manodopera. Ha permesso anche di sfruttare tutte queste risorse a costi minimi, soprattutto a favore di una parte del mondo: la nostra.
La globalizzazione è stata oliata con il denaro a buffo.
Dove non tornavano i conti, i conti venivano fatti tornare attraverso la stampante monetaria.
La globalizzazione ha permesso, in definitiva, il controllo sul mondo e su tutte le persone del mondo.
Chi non ha chiari questi concetti, è inutile che vada avanti a leggere.
Torni su, rilegga e poi rilegga. 😂
E perché un giochino apparentemente tanto perfetto lo si vuole distruggere?
Perché in una parte del mondo, la nostra, quella in cui si sono sfruttate le risorse prodotte in altri luoghi, chi gestiva la stampante monetaria ne ha deliberatamente abusato.
Nel momento in cui viene SBORRATA carta, si sborrano diritti, ossia si fa credere alle persone che abbiano molti diritti economici e non.
Perché avere denaro implica avere diritti.
La stampante monetaria è andata a un ritmo folle, molto più folle di quello che poteva essere lo sfruttamento fisico delle persone nei luoghi in cui i prodotti venivano realizzati.
Molto più folle del ritmo con cui i prodotti venivano trasformati, lavorati e trasportati.
Ossia, si è creato un enorme sfasamento temporale tra la velocità con cui si creavano diritti sulla carta e la velocità con cui quei diritti potevano essere realmente messi a disposizione.
Per fare un esempio facile, immaginiamo di essere su un'isola e che ci cadano in testa milioni di banconote.
Tutti ci mettiamo a raccoglierle...
Ma che valore hanno, se tutti stiamo a raccogliere banconote e nessuno si preoccupa di dare valore a quelle banconote?
Ossia: produrre beni che possano essere scambiati con quelle banconote?
Solo alla luce di questi ragionamenti possiamo ragionare sulla “fine” della globalizzazione.
A chi conviene la fine della globalizzazione?
Sicuramente a coloro che hanno sborrato denaro.
Perché, se è vero che la globalizzazione è stata un metodo di controllo della plebaglia ignorante — nessuno escluso —, se, come sembra, vogliono deglobalizzare il mondo, l'unico motivo per farlo è che questo metodo di controllo del mondo non funziona più.
E quindi, ancora una volta, siamo soggetti passivi nella creazione e nell'implementazione di un mondo nuovo.
E, sia chiaro, anche il signor Trump è un soggetto passivo.
Sarebbe diventato soggetto attivo se avesse raccontato al mondo quello che c'è scritto in questo testo.
Ossia che la globalizzazione è stata lo strumento tecnico per una frode, su larga scala, dai contorni BIBLICI.
