LE SAPPIAMO TUTTE!!!

Di Mauro Marturano

Come avrete capito (???😂), la prima ragione, la prima motivazione che do al passato, al presente e al futuro risiede nel modo in cui la dinamica monetaria si è sviluppata nei vari Paesi.

Nei Paesi in cui la dinamica monetaria è stata positiva, ossia dove la moneta di quel Paese, o di quel pezzo di mondo, si è comportata bene — rispetto alle altre valute e, soprattutto, rispetto alle cose serie, tipo l’oro (rispetto al quale hanno perso tutte) — l’illusione generale è stata altissima.

Una manica di zombie ululanti.

Nei Paesi in cui, invece, la dinamica monetaria è stata negativa, ossia dove la moneta di quel Paese, o di quel pezzo di mondo, si è comportata male rispetto alle altre valute, l’illusione generale è stata molto minore. E questo ha portato le persone a essere molto più vicine alla legge della giungla, sia nei comportamenti sia nelle sensazioni.

Un giorno, per introdurre il modo in cui viene spiegato il denaro nel film Margin Call — «pezzi di carta che ci permettono di non arrivare ad ucciderci per un pezzo di pane» — parlai di un mondo in cui non esistesse il denaro, ossia del caso agli antipodi rispetto a quello che stiamo vivendo.

In quel mondo, una persona che sapesse fabbricare sedie avrebbe rischiato tutti i giorni di essere derubata nel momento in cui si fosse recata nel bosco a cercare la legna necessaria per costruirle.

Avrebbe potuto essere derubata da chi non possedesse quelle capacità, da chi non sapesse fare nulla, da chi non volesse fare nulla o da chi non potesse fare nulla.

Era un esempio agli antipodi, che voleva portare a riflettere sul fatto che il baratto, in sé e per sé, non fosse affatto una soluzione a tutti i problemi.

Anzi.

La nostra parte di mondo è molto, molto, molto lontana dall’esempio che ho appena descritto.

È una parte di mondo nella quale, in tutte le parole, in tutti i ragionamenti, in tutti i discorsi — per chi (???😁) ha voglia e capacità cognitiva di capire la vita — si percepisce un’illusione di fondo straordinaria.

Chissà cosa penserebbe un cittadino africano sentendoci parlare di pensioni, del 110% per il rifacimento dei palazzi, di servizi, di file di centinaia di metri per comprare l’ultimo iPhone, di obbligazioni a 30 anni o anche solo di cosa significhi assicurare l’auto. Provate a immaginare un mondo in cui questa possibilità non esista.

E, più in generale, provate a immaginare cosa significhi vivere in un mondo in cui si dà per scontato che «lo Stato ci deve difendere».

Nel luogo in cui mi trovo ora, nel lussuoso Medio Oriente, la parte lavoratrice — la chiamo così perché non posso chiamarla in altra maniera, capisci amme!😂 — pur vivendo e, soprattutto, vedendo il lusso sfrenato, è già molto, molto più vicina al mondo del fabbricatore di sedie.

Sebbene il forte controllo esistente non permetta in nessun modo che questa vicinanza sfoci nella legge della giungla.

Il luogo in cui mi trovo è quindi un mondo intermedio tra la perfetta e totale illusione dei nostri luoghi e la totale assenza di illusione del mondo del fabbricatore di sedie.

O di molte zone del mondo reale.

Dove non esistono, ovviamente, le pensioni. Dove le strade sono 1.267 volte peggio della nostra tanto vituperata Salerno-Reggio Calabria. Dove sui treni, letteralmente, ci si appende per andare al lavoro per 3 dollari al giorno. Dove non esistono servizi sanitari e, spesso, neanche servizi igienici. Eccetera, eccetera.

È un mondo, il nostro, di gente che pensa di sapere tutto laddove, invece, non capisce nulla.

E parla del nulla.

E pensa al nulla.

E dialoga del nulla.

Tutti i giorni.

E non sa neanche... come e perché siamo più fortunati di altri.

Senza avere particolari meriti.

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